Cos’è lo storytelling e come favorisce la comprensione dei casi di cronaca giudiziaria e di “nera”.

Hai mai prestato attenzione allo stile narrativo utilizzato dai media per presentare un caso di omicidio?

Spesso, come lettore, ti trovi di fronte a un vero e proprio racconto che ha già fornito una chiave di lettura precisa.

Si tratta di un racconto che ha già strutturato il contenuto in base all’assegnazione di una funzione specifica per ogni personaggio. Siamo in presenza di una forma di storytelling.

Cos’è lo storytelling? è una moderna disciplina, legata in modo indissolubile all’uso della parola.

Combinazioni accurate di parole creano le condizioni per scatenare dibattiti sempre differenti.

Fare Storytelling significa comunicare una particolare strategia volta a scuotere le corde intime umane, attivando emozioni e facendo leva sulle sensazioni percettive individuali.

Costruire una storia intorno a un caso di omicidio utilizzando elementi reali ci aiuta a scavare oltre l’apparenza.

Il racconto applicato a fatti di cronaca reali induce al ragionamento critico perché va a fare leva sulle emozioni umane. Il lettore si appassiona alla vicenda e la segue con interesse.

La componente emotiva aggiunge un pizzico in più di curiosità rispetto alla sola analisi fredda e distaccata del caso.

Proprio come accade in ambito commerciale, dove dietro una strategia di marketing molto spesso si nascondono storie in grado di appassionare e fidelizzare il cliente al marchio o al prodotto proposto dalle aziende.

Così da qualche anno a questa parte anche il mondo del giornalismo investigativo usufruisce di questo strumento per fidelizzare i lettori ai prodotti editoriali attraverso vari canali mediali.

Si tratta di una logica commerciale? Forse.

Ma cosa succede se le emozioni che certe strategie narrative evocano – attraverso i media che si occupano di crimine e giustizia – sono troppo coinvolgenti da offuscare il giudizio critico del lettore?

A quel punto l’arte di raccontare una storia – lo Storytelling appunto – diventa un’arma che sotto innocue vesti annulla la capacità di ragionamento delle persone.

Il giudizio oggettivo – anche in un caso di cronaca nera – viene plasmato dalla visione soggettiva di un singolo.

Per evitare che ciò accada e per rendere la lettura piacevole senza lasciarsi manipolare, c’è bisogno di distinguere il caso di cronaca dalla narrazione, fatti veri dalla patina edulcorata.

Ma come si individuano gli elementi narrativi di una storia?

E a cosa ci riferiamo davvero quando parliamo dell’arte di raccontare storie?

Storytelling-cronaca-nera-arte-narrativa-blog-il-Biondino-della-Spider-Rossa

Cos’è lo Storytelling: le storie come filo conduttore del nostro vivere

Il significato dello Storytelling lo possiamo cogliere riflettendo su un dato di fatto: sin dalla comparsa dell’uomo sulla Terra, le storie sono state il filo conduttore che ha unito epoche e generazioni nel corso degli anni.

L’arte di raccontare storie – espressione con cui possiamo tradurre Storytelling – ha costituito un importante strumento di condivisione dei valori sociali.

I racconti si intrecciano con la cultura, sono prodotti del linguaggio ma sono anche interazioni sociali che creano connessioni.

Ogni giorno un singolo essere umano entra in contatto con decine di racconti, le storie scaturiscono dai minuti che compongono il nostro quotidiano.

Oggi letteratura e nuovi media aprono una finestra sul mondo da cui ci affacciamo per comunicare, condividere e apprendere informazioni.

Il mezzo che utilizziamo per raccontare e ascoltare storie lo decidiamo noi, a nostro piacimento.

Dalla semplice visione di una serie tv alle più banali chiacchiere da bar: il mondo divora storie, ne ha fame e se ne nutre.

Le radici dello storytelling si sono estese tanto in profondità nel terreno sociale, che il suo fusto oggi è capace di sorreggere un gran numero di rami.

Ogni settore, oltre ad avere un proprio specifico obiettivo, sviluppa anche capacità narrative diverse in base allo strumento su cui verrà condiviso il racconto.

Questo ci mostra cos’è, come farlo e a cosa serva lo storytelling.

Il mondo del giornalismo non poteva rimanerne esente. Nello specifico la cronaca nera viene raccontata attraverso strategie narrative ideate e realizzate per uno specifico contenitore divulgativo.

Ogni canale mediatico ha il suo modo di informare. Ogni mezzo adotta le sue strategie.

Lo storytelling appare come una tecnica di comunicazione, di controllo e di potere.

A incentivare le condizioni che vedono lo storytelling come strumento di persuasione sociale in rapida diffusione, hanno inciso lo sviluppo di internet. E i progressi delle nuove tecnologie dell’informazione e della comunicazione.

Storytelling-arte-di-raccontare-storie-del-crimine-cronaca-nera-blog-il-Biondino-della-Spider-Rossa

Cronaca nera, Storytelling e sentimenti verso la vittima

Succede che spesso nei racconti di cronaca, la vittima venga presentata in modo tale da provare empatia nei suoi confronti.

Spesso il sentimento che pervade il lettore è di pietà. Si pensa alla sua famiglia, ai suoi conoscenti, alle persone care che sopravvivono alla perdita. Il loro dolore diventa un po’ il nostro.

La vittima non è più una persona come tante con pregi e difetti, passioni e repulsioni. Ma diventa una tela bianca, svuotata della sua identità, su cui riversare tutta la nostra compassione.

Lo storytelling di cronaca nei casi giudiziari tende ad enfatizzare due sentimenti contrastanti.

L’eccessiva pietà nei confronti della vittima sfocia nell’estremo opposto: un sentimento rancoroso di puro disprezzo nei confronti del carnefice che offusca il giudizio critico.

La sfera razionale smette di funzionare per cui non ha più importanza il sistema giuridico, non ha più importanza il processo, chi ha commesso l’omicidio è condannato alla gogna mediatica.

I fatti a questo punto diventano irrilevanti. La condanna è già avvenuta e non si ascoltano ragioni diverse dalle proprie convinzioni.

Perché succede questo?

Lo storytelling segue uno specifico processo di lavoro per trasformare l’evento o l’oggetto in un racconto capace di far vivere un’esperienza narrativa. Un’esperienza che, altrimenti, senza particolari stimoli emotivi, non desterebbe un acceso interesse nel pubblico.

L’approccio narrativo è utile se viene utilizzato per creare un flusso informativo capace di coinvolgere ed emozionare il pubblico.

Emozionare in questo caso è sinonimo di share, di coinvolgimento di sempre più pubblico..

Provare più emozioni vuole dire avere più persone interessate a seguire trasmissioni televisive; o a comprare i giornali per rimanere informati sugli sviluppi del caso di cronaca nera.

Possiamo cogliere cos’è lo storytelling – e a capire come imparare a raccontare storie – riflettendo sul ruolo delle tecniche di scrittura creativa nell’informazione.

Le tecniche di scrittura creativa servono a trasmettere nel pubblico il desiderio di non perdersi nessun aggiornamento. Ciò implica visibilità e guadagni maggiori, per chi comunica.

In questo senso, lo storytelling è uno strumento assai utile anche al marketing. E, in questo caso, al marketing delle notizie di cronaca nera e giudiziaria.

Ti interessano storie crime, gialli e misteri?

Iscriviti a "Crime Window", la newsletter su film, romanzi, serie tv e articoli per gli appassionati di crimine e giustizia.

Come imparare a raccontare storie che funzionino

Per sviluppare una narrazione che funzioni intorno a un caso di cronaca nera ci vogliono pazienza, continuità e un lavoro minuzioso di ricerca.

Fare storytelling significa entrare in relazione con gli altri, rendendoli partecipi della vicenda.

L’approccio narrativo al racconto dovrà avvenire con naturalezza, quasi intrattenendo.

Tediare il pubblico con un linguaggio difficile, pieno di tecnicismi, rischia di allontanarlo.

Combinazioni di parole studiate per emozionare il pubblico semplificano l’apprendimento, di conseguenza aumenterà l’interesse.

Chi utilizza lo storytelling per raccontare casi di cronaca nera è consapevole di dare vita a un universo narrativo strutturato in modo tale da creare una distinzione netta tra bene e male, tra buoni e cattivi.

Chi, invece, usufruisce di tali racconti deve essere consapevole che gli elementi narrativi spesso sono fuorvianti e ingannevoli.

Per questo motivo è preferibile distinguere l’emozione dalla ragione cercando di non far prevalere nessuna delle due, ma di creare un equilibrio fra entrambe in grado di favorire la comprensione.

Storytelling-Transmediale-racconti-di-cronaca-nera-arte-narrativa-blog-il-Biondino-della-Spider-Rossa

Storytelling transmediale: le storie di cronaca su diversi canali

Il mondo dello storytelling transmediale coinvolge molte storie, sotto varie forme, distribuite attraverso molti canali.

Ciascuna storia mediale può essere capace di emozionare il pubblico.

Ma far sentire il pubblico coinvolto e partecipe in modo diretto negli eventi della storia è il potere della transmedialità.

I creatori di storie hanno scoperto che il pubblico talvolta pretende di sentirsi parte dell’universo narrato.

Nello specifico, attraverso i racconti di cronaca nera, il pubblico desidera apprendere informazioni da elaborare e condividere con gli altri.

Il dibattito è uno degli scopi principali per cui si decide in primo luogo di seguire gli aggiornamenti di un caso di omicidio, oltre alla curiosità morbosa di scoprire la verità e risolvere il mistero.

La transmedialità stimola l’intrattenimento e facilita il raggiungimento di tali scopi.

Fare transmedia storytelling quindi significa raccontare casi di cronaca distribuiti su più piattaforme editoriali in tempi e modi diversi.

Le forme di narrazione utilizzate per i casi di cronaca nei progetti di comunicazione transmediale condividono gli stessi elementi narrativi e immaginativi (trame, personaggi, atmosfere).

Le forme di narrazione cambiano, però, a seconda della piattaforma editoriale sulla quale il racconto del caso viene distribuito.

Un esempio? Il caso reale di un omicidio riportato e seguito dai giornali può diventare una sceneggiatura rielaborata per un documentario televisivo. Con le persone coinvolte nel caso si sviluppa una serie romanzata basata su eventi realmente accaduti. E così via.

Coinvolgere il pubblico: l’importanza dell’engagement

Coinvolgere i propri lettori/fruitori della notizia è un ulteriore punto di forza di un progetto transmediale.

Il pubblico determina l’importanza della notizia in base al grado di interesse sviluppato nei suoi confronti.

Varcato il confine tra realtà e coinvolgimento emotivo del pubblico, si passa a declinare il fatto di cronaca sui mezzi di informazione e distribuzione editoriale adatti allo scopo.

L’engagement (il coinvolgimento) è una catena, i cui anelli sono gli intrecci di strategie di comunicazione.

Quelle strategie di comunicazione realizzano un prodotto mediale che entra tanto in profondità nell’intimo delle persone da rendere invalidante il ragionamento oggettivo sulla vicenda di cronaca narrata.

Al centro dell’attenzione si posiziona l’atteggiamento di estremo pietismo nei confronti della vittima, come abbiamo già visto.

Il prodotto mediale crea un legame profondo tra il caso e il pubblico.

Se il pubblico interagisce con la storia, il prodotto editoriale su cui viene distribuito il fatto di cronaca avrà un successo e una visibilità maggiori.

C’è una forte connessione tra il mondo transmediale e l’interazione da parte dei fruitori della vicenda.

Storytelling-Transmediale-elementi-narrativi-racconto-di-cronaca-nera-di-valore-blog-il-Biondino-della-Spider-Rossa

I valori narrativi della storia nei casi nera e giudiziaria

La potenza narrativa di un racconto giudiziario – lo storytelling giudiziario, quindi – si sprigiona dopo una costante, mirata e insistente informazione.

Quando i protagonisti del caso di cronaca nera, o giudiziaria, diventano un po’ come conoscenti intimi, allora il bombardamento mediatico avrà raggiunto il suo effetto.

Come avviene nello specifico questa dinamica?

Analizziamo gli strumenti narrativi che favoriscono la comprensione di un caso di cronaca, aumentando così la sua conoscenza.

Per prima cosa dobbiamo chiederci: quali sentimenti umani prevalgono sempre quando si parla dei casi di cronaca nera?

Affinché qualcuno presti attenzione al racconto di cronaca, è importante fare leva su due sentimenti specifici: la pietà e la rabbia.

Pietà per la vittima. Rabbia da riversare nei confronti del carnefice.

La ricerca della verità, la chiarezza dei fatti, la curiosità di apprendere aspetti di vita privata, sono invece gli elementi d’interesse universale da cui partire per edificare il racconto di cronaca.

Amplificare tali sentimenti e sottolineare questi elementi garantiscono il successo di un racconto di cronaca.

In questo modo si amplia a livello esponenziale il numero di persone che si appassiona al caso e ne segue ogni sviluppo.

Una volta stabiliti questi punti cardine, la ricerca si sposta sugli strumenti più adeguati da utilizzare per aumentare l’interesse nei confronti di un racconto.

Utilizzare un vocabolario semplice è una qualità importante da far scendere in campo, ma non è l’unica.

La narrazione non è composta di sole parole, è fatta di immagini, colori, suoni, elementi in grado di stimolare i cinque sensi.

Il caso non si limita ad essere solo narrato, ma si cerca di rendere il pubblico partecipe a tal punto da farlo sentire dentro al racconto.

Il racconto di cronaca non va letto, ma va vissuto.

Storytelling-Transmediale-valore-racconto-cronaca-nera-blog-il-Biondino-della-Spider-Rossa

Narrazione di cronaca nera di qualità: come opera e su quali linee agisce?

La narrazione nella cronaca nera e giudiziaria parte da un valore negativo, per poi raggiungere un valore positivo, che si pone come obiettivo la capacità di trasmettere un lieto fine.

Il racconto parte con una vittima di omicidio (valore negativo), la parte centrale continua con un caso da risolvere, fino ad arrivare al punto in cui giustizia è fatta (valore positivo).

Colori, layout, stili narrativi e piattaforme vengono scelti in base a come si decide di arredare il proprio spazio comunicativo.

La decisione viene presa in seguito allo studio di fasi specifiche di ricerca accurata che tra i tanti compiti si pongono l’obiettivo di stabilire il target della narrazione.

Una casalinga, ad esempio, sarà interessata alla vita privata della vittima (quali posti frequentava, che rapporto c’era con il suo assassino, quale scheletro nell’armadio custodiva).

Ecco, allora, che la narrazione verterà su aspetti accattivanti e poco incentrati sul vero movente dell’omicidio.

Perché spesso quello che interessa di un omicidio è la storia fantastica da idealizzare e sentenziare nella propria testa, piuttosto che capire le esatte dinamiche e il motivo dietro un gesto del genere.

Uno studioso di Psicologia Investigativa che studia il comportamento degli assassini, invece, sarà interessato al modus operandi e alle ragioni che spingono un individuo a compiere un omicidio.

Ogni target ha le sue particolari esigenze. Per ogni target, quindi, c’è una narrazione diversa della stessa storia.

Altro aspetto da considerare è l’età anagrafica del target. In quali ore è libero di usufruire di un servizio informativo rilassandosi magari davanti alla tv? Oppure, quali piattaforme utilizza di più?

Ogni scelta sarà il frutto ponderato e accurato di ore e ore di riunioni e brainstorming.

La logica da seguire – quando si raccontano le storie – è che un pubblico coinvolto genera interesse negli altri, consiglia di leggere o vedere un prodotto editoriale e condivide opinioni personali online e offline.

Agendo in questo modo, la narrazione riesce a trasmettere la curiosità ad altre persone. Queste persone, che a loro volta, vorranno entrare nello stesso universo narrativo per apprenderne di persona i fatti.

La narrazione di una storia di cronaca nera valida è chiamata a fare riferimento agli strumenti e agli elementi del Transmedia Storytelling che abbiamo sin qui visto.

Le scelte stilistiche appropriate ne determinano, come conseguenza, il successo.

Sta al pubblico stabilire il confine tra l’intrattenimento e l’oggettività dei fatti, lasciarsi coinvolgere e non influenzare dagli elementi narrativi appresi in quest’articolo.

Ecco quindi che l’uso dello storytelling nella cronaca nera diventa un sapiente mix fra il modo di raccontare le storie; e la loro fruizione da parte del pubblico che vuole essere informato su delitti e processi giudiziari.

Nicoletta Apolito
Esperta di Transmedia Storytelling e Comunicazione

Ti interessano storie crime, gialli e misteri?

Iscriviti a "Crime Window", la newsletter su film, romanzi, serie tv e articoli per gli appassionati di crimine e giustizia.